Weekend al Moncenisio

Rieccoci alla tastiera dopo l’articolo sulla mobilità elettrica, raccontandovi un weekend al Moncenisio di fine luglio trascorso in alta quota, per cercare un po’ di refrigerio nella modalità ideale per stare all’aria aperta: in camper!

Avevamo addocchiato la destinazione del colle del Moncenisio da diversi mesi, etichettandola come una location molto comoda da raggiungere, meno di 100 Km da Torino, e piuttosto idonea al turismo in camper.

Sui siti di settore, sono suggerite parecchie aree di sosta che sono prese d’assalto dai camperisti in estate per puro relax oppure come base di partenza per camminate od escursioni. Il colle è molto ampio e permette la sosta in diversi punti ed il grande lago artificiale lo rende panoramico e suggestivo.

Ma andiamo in ordine cronologico per riassumere il weekend al Moncenisio: partenza da Torino un caldo venerdì pomeriggio con destinazione l’area di sosta individuata a tavolino (o meglio al PC) come meglio posizionata e facilmente accessibile, visto che l’orario di arrivo sarebbe stato probabilmente a tramonto inoltrato.

Percorrendo la statale da Torino (SS25 oppure SS26, visto che corrono pressoché parallele) si arriva piuttosto rapidamente a Susa. Avendo fretta si può anche optare per l’autostrada A32 (Torino-Bardonecchia). Da Susa, comunque, si inizia a salire arrampicandosi velocemente attraverso una strada sempre larga e facilmente percorribile con il camper (il nostro, in comodato d’uso, è quasi un 7m su meccanica Ford, un 140 cavalli che non patisce affatto le salite!).

Non ci sono molti scorci panoramici e dopo qualche curva si arriva già in prossimità del confine francese. La frontiera è deserta e noi iniziamo a vedere in diverse aree limitrofe alla strada qualche decina di camper…non male, ma questo è solo l’inizio!

Il weekend al Moncenisio sta per iniziare!

Arrivando in cima al colle con ahimè il buio, vediamo una quantità di camper davvero sorprendente, ma noi decidiamo di proseguire verso l’area che avevamo già identificato. Iniziamo quindi a scendere e svoltiamo in una stradina secondaria, sempre asfaltata, che ci conduce a destinazione. E’ veramente bellissima, un piazzale prevalentemente asfaltato e pressoché in riva al lago! Ci sono davvero molti camper (considerando anche quelli per strada, oltre 100!) ma un posto lo troviamo ancora senza molti problemi. In riva al lago e solo la luce del cielo stellato. Tutto silenzio, il fresco inizia a farsi sentire ma anche il sonno, quindi ci ritiriamo nel sacco a pelo.

Weekend al Moncenisio
L’area di sosta dove ci siamo fermati la prima sera

Notte tranquilla e molto fresca, l’oblò sopra il letto non era perfettamente isolato e ci fa pensare a come isolarlo per la prossima notte in montagna. Intanto prometto ad Alessia che la notte successiva non la faremo sul Moncenisio, ma scenderemo sul versante francese ad altitudini più contenute.

Giorno 1

Una colazione veloce e pronti per esplorare il colle! Nonostante sia fine luglio, l’aria è davvero frizzante e oltre ad una buona felpa indossiamo anche un giubbino antivento. In compenso, il cielo è limpido e il sole inizia a riscaldare. Ci dirigiamo lungo un sentiero, non molto segnalato che costeggia tutto il lago e ci dovrebbe portare al giardino alpino, poco sotto il “Plan des Fontainettes”.

Weekend al Moncenisio
Il lago del Moncenisio

Il percorso è davvero suggestivo, con vista lago a 360° e una serie di rocce a strapiombo in certi tratti incredibilmente bianche. Arriviamo verso il traguardo dopo numerose soste per foto e video quando è davvero impegnativo, quasi una scalata sulla roccia: prima si scende al livello del lago dove un ruscello (il “Ruisseau de Ronce”) di dimensioni imponenti è da guadare con un’asse piuttosto precario, poi si risale sulla roccia ripida con l’ausilio di maniglie montate direttamente sulla parete. Adesso capiamo perché all’inizio del sentiero il cartello sconsigliava il percorso a bambini e anziani!

Arriviamo quindi al giardino alpino, dove si contano più di 700 specie vegetali, molte sono chiamate cenisiane, per essere state individuate e classificate per la prima volta proprio sul colle del Moncenisio. Noi probabilmente arriviamo già a stagione inoltrata e non vediamo moltissime specie fiorite anche se il giardino è veramente affollato di visitatori, non proprio come il sentiero percorso per arrivarci. Vista l’ora di pranzo, decidiamo di tornare al camper nonostante poco più su ci sia il Forte Roncia, che non vogliamo assolutamente perderci.

Weekend al Moncenisio

Nel pomeriggio di questo weekend al Moncenisio, dopo un brevissimo riposo, spostiamo il camper per tornare nei pressi del forte Roncia e parcheggiamo proprio sul passo del Moncenisio dove vi sono diversi bar presi d’assalto da turisti e motociclisti.

Qui c’è anche una struttura piramidale, nella parte inferiore adibita a Museo e in quella superiore a Chiesa che visitiamo velocemente.

Weekend al Moncenisio
La “piramide” del Moncenisio

Ci dirigiamo su per il forte Roncia, il sentierò è molto più breve rispetto a quello del mattino anche se piuttosto ripido. Durante la salita la vista sul lago è nuovamente molto affascinate e arriviamo in poco più di mezz’ora al forte.

Nonostante sia stato edificato intorno al 1880, è conservato piuttosto bene e ristrutturato recentemente, probabilmente per realizzare un’esposizione anche se i lavori non sono stati ultimati completamente. Il forte ha forma circolare e dall’atrio si accede al cortile interno: al pian terreno erano ubicati i locali di alloggio per le truppe, i magazzini e le cucine. Al piano superiore, invece, erano poste le casematte dei cannoni.

La chiesa "Piramide"
Il Forte Roncia
L’interno del Forte Roncia

Dal forte si accede ad altri sentieri molto ben segnalati, che se avessimo più tempo (e più allenamento) sarebbero sicuramente belli da esplorare. Decidiamo però di tornare al camper e scendere sul versante francese, per cercare una location di mezza montagna per trascorrere la notte. La strada è sempre molto comoda da percorrere e il versante francese è più ampio e panoramico rispetto alla salita da Susa.

Dopo una piccola spesa a Lanslebourg, troviamo un parcheggio accanto al fiume poco dopo Termignon, dove stazionano già altri camper; il parcheggio è dotato anche di camper-service. Il clima è decisamente più mite, abbiamo di nuovo una connessione 3G per mandare qualche foto scattata durante la giornata. Ceniamo tranquillamente e andiamo presto a riposarci per l’ultimo giorno di questo weekend al Moncenisio.

Il parcheggio camper di Termignon
Giorno 2

L’indomani mattina presto, siamo svegliati da altoparlanti che sembrano di un cronista di gare sportive.
Apriamo gli oscuranti e vediamo il parcheggio stra-pieno di auto e una folla non indifferente nel paese che dista poche centinaia di metri. Si trattava della maratona di Termignon, che attirava centinaia di maratoneti della zona!

Ci dirigiamo quindi anche noi verso il paese, visitando prima la Chiesa, il ponte e quindi l’ufficio del turismo presso la Maison Vanoise. Quest’ultimo è molto curato e valorizza la zona sotto l’aspetto naturalistico e storico con una bella ed interessante esposizione multimediale. Andiamo poi a curiosare la maratona, che è ancora in corso e ipotizziamo che fosse suddivisa per turni o gradi di difficoltà…

La chiesa di Termignon

Tornati al camper, complice il caldo che inizia a farsi sentire, scegliamo di risalire sul Moncenisio per visitare gli altri forti della zona, pressoché coetanei del Roncia e posti all’inizio del lago, poco prima della diga. La risalita in camper è nuovamente spettacolare e arriviamo nei pressi della diga dove vediamo una strada sterrata che sembra essere percorribile con il camper. Non convinti però non la percorriamo e facciamo la scelta giusta perché poco dopo a piedi ci rendiamo conto che è pericolosa anche da percorrere in macchina, come molti altri provano a fare! Il parcheggio sotto infatti è pieno di auto e camper ma la strada consigliabile per raggiungerlo si prende molto più in basso, nei pressi dell’Hotel Malamot e della dogana.

Dopo uno spuntino ci dirigiamo quindi ai forti Cassa e Varisello. Il primo è proprio accanto alla strada statale, ed è piuttosto deludente. Nulla a che vedere con il Roncia, vi sono solo pochi resti ed è complicato oltre che poco interessante scendere a vederlo da vicino. Si vedono invece grandi barriere piuttosto rovinate che dovrebbero essere i resti del primo sbarramento costruito negli anni ’20.

In questa zona vediamo parecchi camper che stazionano lungo il lago sul prato e pensiamo possa essere un’alternativa per soggiornare, a patto di scegliere la giusta strada sterrata da percorrere!

Acceleriamo quindi il passo verso il forte Varisello. Questo dovrebbe essersi conservato meglio a leggere le recensioni, ma piuttosto distante visto che si trova dalla parte opposta della diga. Percorriamo quindi tutto lo sbarramento che è anche accessibile in auto e la strada è perfettamente lineare ma sterrata. Al termine iniziamo a salire rapidamente, approfittando dei sentieri che “tagliano” i tornanti della stradina sterrata. Arriviamo all’osservatorio meteorologico ARPA, dove tra l’altro è posizionata la loro Webcam pubblicata sul sito di Nimbus. Ancora un po’ di salita e raggiungiamo finalmente il forte, che risulta molto panoramico percorrendo il perimetro mentre l’ingresso principale presenta un ponte (in origine levatoio) pericolante ed è sconsigliato l’accesso.

Il Forte Varisello

Visti gli altri escursionisti decido di entrare con le dovute precauzioni mentre Alessia mi aspetta all’esterno. Non c’è moltissimo da vedere in effetti, l’interno è un po’ diroccato ma ancora in buone condizioni, anch’esso suddiviso in due piani e molto ampio. Il forte poteva ospitare oltre 400 soldati e relative armature ma non fu utilizzato molto perché non adatto a resistere agli attacchi dei decenni successivi, tanto che già intorno al 1910 venne disarmato e utilizzato in questo periodo per prove di bombardamento dei nuovi cannoni.

L’interno del Forte Varisello

Tempo di scattare qualche foto, scendiamo nuovamente anche perché sono passate le 18, inizia a fare fresco e le nostre gambe sentono i circa 20Km percorsi in due giorni! Segnaliamo che dallo sbarramento si può ancora proseguire per l’ultimo forte della zona: la caserma del Malamot, utilizzata fino alla seconda guerra mondiale. Il percorso risulta impegnativo in termini di distanza ed altitudine (oltre 5Km e 3000m), anche se la strada è, o meglio era, interamente carrabile.

Riprendiamo quindi la strada verso Torino, senza trovare molto traffico e convinti che il colle del Moncensio sia una destinazione molto adatta al turismo in camper, specie se combinata con qualche passeggiata in alta quota e le condizioni meteo ottimali che abbiamo trovato noi.

Il weekend al Moncenisio è terminato ma la promessa è che ci torneremo perché è molto comoda da raggiungere da Torino e c’è ancora molto da esplorare!